Ingresso contingentato e SOLO SU PRENOTAZIONE tel +39-348-7152273

Orari di visita 12:00 e 16:00 

La X edizione della Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane promossa dall’ADSI con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, torna quest’anno domenica 4ottobre, per la prima volta in versione autunnale.

Un’edizione che festeggia il decennale, premiato con medaglia del Presidente della Repubblica, e arricchito dalla collaborazione con la Federazione Italiana Amici dei Musei e con l’Associazione Nazionale Case della Memoria. La Giornata ADSI Piemonte e Valle d’Aosta ha anche ricevuto il sostegno di Reale Mutua e il Patrocinio della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e delle Province di Alessandria, Asti, Cuneo e Novara.

Ventisette le dimore visitabili in Piemonte e Val d’Aosta, alcune alla loro prima Giornata Nazionale (indicate con *).
Nel Torinese Casa Lajolo a Piossasco, il Castello Galli di La Loggia, il Castello di Marchierù di Villafranca Piemonte, il Palazzo Castelvecchio* a Bricherasio, il Parco Castello di Sansalvà a Santena, il Castello Provana e Villa Richelmy a Collegno, il Palazzotto Juva a Volvera, Villa d’Agliè* a Torino; nell’Alessandrino il Castello di Borgo Adorno di Cantalupo Ligure, il Castello di Rocca Grimalda, il Palazzo Gozzani di Treville a Casale Monferrato, Villa La Marchesa a Novi Ligure e Villa La Scrivana a Valmadonna; nell’Astigiano il Castello di Calosso d’Asti, il Castello di Montemagno, Palazzo Gazelli ad Asti e la Tenuta Alfieri di Sostegno di San Martino Alfieri; nel Cuneese il Castello di Sanfrè, la Tenuta Berroni a Racconigi, la Casa di Silvio Pellico* e la Casa Augusto ed Anna Radicati* a Saluzzo; nel Novarese il Castello Dal Pozzo a Oleggio Castello, il Podere ai Valloni e Casa Cobianchi* a Boca, Villa Motta a Orta San Giulio. In Valle d’Aosta Villa Albertini a Gressoney Saint Jean

https://www.associazionedimorestoricheitaliane.it/1338-evento-giornata_nazionale_adsi_piemonte_v_d_aosta

Ognuna, fra scampoli di storia e aneddoti raccontati dai rispettivi proprietari, ripercorrerà le vicende che l’hanno vista protagonista, offrendo in molti casi anche piccoli eventi collaterali, degustazioni di vini o di prodotti delle aziende agricole ad esse connesse, così da intercettare gli interessi di un pubblico di ogni età.

L’elevato numero di adesioni (oltre il 10% delle realtà nazionali aperte il 4 ottobre) sottolinea la volontà dei sociADSI – 4500 in tutta Italia di cui 300 circa in Piemonte e Val d’Aosta, fra le regioni che vantano il maggior numero di dimore iscritte – di tenere fede ad un appuntamento che ha lo scopo di sensibilizzare i visitatori sul valore storico, artistico e socio-economico di una parte del patrimonio culturale nazionale. Spesso considerate luoghi delle meraviglie inossidabili al tempo – sono in realtà gioielli fragili la cui tutela e conservazione sono interamente affidate ai proprietari privati, che si fanno carico di mantenerli in vita, di custodirne la storia e preservarne il paesaggio rendendoli fruibili da tutti.

La visita o anche la sola vista, sono elementi di attrazione e di prezioso decoro urbano di borghi che, secondo un recente studio della Fondazione Bruno Visentini, per il 54% contano meno di 20.000 abitanti e, nel 29% dei casi, meno di 5.000. Luoghi spesso sconosciuti, dove queste dimore contribuiscono a sviluppare un forte senso di appartenenza ed alimentare un tessuto socio-economico radicato nel tempo. Un immenso valore di identità e riconoscimento nazionale che all’estero ci contraddistingue e su cui meriterebbe investire maggiormente per il futuro.

“In un anno così complesso è stato deciso di rinviare per la prima volta all’autunno la Giornata Nazionale, evento per noi estremamente importante per la sensibilizzazione sull’importanza che hanno le Dimore Storiche vincolate per il patrimonio storico artistico italiano” dichiara Alessandro Gosztonyi – Presidente ADSI Sezione Piemonte e Valle d’Aosta “È triste constatare come nessuno dei piani di recupero previsti ci aiuti a preservare integro questo patrimonio, quando noi proprietari, con l’atto di vincolo imposto dallo Stato, siamo obbligati alla salvaguardia di questi beni monumentali senza avere in cambio nessun tipo di supporto. Senza contare che il loro mantenimento può salvare, in particolare in questo delicato momento economico, piccole imprese ed artigiani, nonché aprire nuove prospettive ai giovani”

La Giornata Nazionale infatti vuole ricordare e ringraziare anche artigiani, restauratori, giardinieri, tutte le maestranze che localmente affiancano i proprietari nel difficile compito di preservare le rispettive dimore storiche, gli arredi, e i giardini storici. “Un bene storico non è solo una ricchezza per il proprietario ma per tutta la collettività che la vive anche indirettamente” – continua Gosztonyi ed aggiunge – “un palazzo vincolato in centro storico giova che sia in buone condizioni sia al proprietario sia a tutta la cittadinanza, compresi gli esercizi commerciali del circondario. È un’ opportunità mancata che nessuno dei piani di recupero previsti (bonus facciate e bonus 110) tenga conto che i vincoli che insistono su questi beni rendono inusufruibili i Bonus ad oggi deliberati.”